Procediamo ora con la recensione finale di questo grandioso disco da 3.5″ realizzato da Western Digital, votato all’essere Eco-Friendly, capiente ma con un occhio ben spalancato anche sulle prestazioni.
Abbiamo testato questo disco inserendolo come banco di prova all’interno di un desktop caratterizzato da prestazioni di medio livello, quindi s’è deciso di condividere tutto con voi.
Come visibile anche dalla descrizione l’abbiamo provato su un Gateway FX6802, così da poterlo inserire in un contesto di media diffusione: prima di procedere con un’analisi dettagliata abbiamo pubblicato questo rapido sguardo sul prodotto che vi consiglio di vedere così da farvi un’idea più ampia sullo stesso.
Vi invito a tenere sott’occhio anche l’unboxing e la galleria fotografica che abbiamo già realizzato, in questo articolo non riporteremo nulla di quanto già pubblicato così da snellire il tutto il più possibile.
Specifiche
Vista l’ampia gamma chiamata Caviar Green, ovviamente di Western Digital, vi rimando al sito ufficiale così da farvi apprezzare l’ampiezza della stessa: in ogni caso il modello analizzato lo trovate QUI.
Consumi, temperature
Come vi abbiamo anticipato poco fa questo disco è molto green, ossia consuma poco, ma risulta essere decisamente prestante; a mio avviso è un disco che perfettamente s’adatta a sistemi dove si chiede come requisito essenziale la silenziosità o addirittura in sistemi fanless, ossia privi di ventole. Nell’utilizzo tradizionale tale HDD consuma appena 6 W, in standby richiede poco meno di 1 W mentre in fase di spin up (quando s’accende, in soldoni) lambisce una richiesta di 11 W.
Spettacolare se considerate le prestazioni che raggiunge, le quali verranno analizzate a breve.
Come visibile a seguire, eccovi la temperatura letta nel nostro sistema monoventola nello stato funzionamento normale:
Questa, invece, è la temperatura raggiunta in fase di benchmark:
Mentre quest’ultima è la temperatura raggiunta utilizzando una scansione settore per settore per una durata intorno alle 9 ore d’uso, procedura caratterizzante un uso intenso:
Indicazioni che vi permettono chiaramente di comprendere meglio la bontà della gestione termica dell’unità in questione.
Tecnologie impiegate
All’interno del disco ci sono, essenzialmente, due chicche specifiche di Western Digital ossia IntelliPower e IntelliSeek: la prima gestisce in modo intelligente il bilanciamento di consumi, stabilità e prestazioni mentre la seconda coadiuva la potenza richiesta in seek, quindi serve per abbassare rumorosità e vibrazioni non desiderate. Per questo paio di motivi il disco risulterà essere silenzioso, fresco e con comportamento SSD like quanto a vibrazioni imposte al cabinet.
Per quanto concerne la connessione al desktop dove lo inserite (ma ugual ragionamento vale per eventuali box esterni che possiate andar ad usare) non ci sono particolari osservazioni da fare, di base infatti abbiamo una Sata2 che viaggia a 3 Gbps con l’opzione di poter sfruttare gli 8 pin a fianco per forzare il funzionamento a 1.5 Gbps, oppure abilitare l’avvio mediante PM2, oppure abilitare la funzione SSC per la sincronia Spread Spectrum.
Riepilogando avete un disco che può viaggiare come un 7200 giri, ma che a riposo consuma anche meno di molti 5400 con ovvia comodità in merito alla temperatura raggiunta che si mantiene sempre poco oltre i 40°C su sistemi monoventola; tutto quanto corredato da un buffer del valore di 64 MB che attualmente rappresenta la fascia alta del mercato mainstream.
Prestazioni
Ora inizia la parte più interessante dell’analisi di questo disco. Come visibile nella parte superiore dello stesso bisogna differenziare il comportamento dello stesso in base all’età del SO che andrà a gestire il disco stesso: se avete Windows 7, Windows Vista, Mac Snow Leopard, Mac Lion, Linux non dovreste avere alcun problema a gestire anche un’unica partizione da 3 TB visto che inserendolo in un sistema aggiornato non serve prendere in considerazione un eventuale allineamento extra del disco stesso come evidenziato dalla pagina di riferimento ufficiale che trovate QUI. Escludendo quindi Win XP, ormai comunque datato, il disco funziona appena inserito in macchina senza richiedere alcuna operazione aggiuntiva.
Noi abbiamo usato diversi software, tutti free e utilizzabili anche da voi così da darvi ampio modo di replicare TUTTI i nostri test sulle vostre macchine, e con tutti abbiamo raggiunto un livello di soddisfazione decisamente elevato, considerando che ritenevo impensabili i valori raggiunti per una unità che si dichiara votata all’essere green (quindi mediamente poco prestante e parca nei consumi) mentre in questo caso può tranquillamente combattere contro unità, di molti competitor, disegnate per soddisfare i palati più marcatamente interessati alle prestazioni pure. Ritengo siano la funzioni IntelliPower e IntelliSeek le fautrici essenziali di questo successo.
Come ogni nostro benchmark -esattamente come avviene per i vari notebook, netbook, desktop e quant’altro ci capita tra le mani- tutti i test son stati ripetuti 5 volte, anche se sotto riportiamo solamente la schermata riassuntiva più significativa per ogni benchmark realizzato.
Iniziamo con Atto, tramite il quale si può apprezzare il valore limite e stabile fin da basse unità che raggiungiamo come banda in lettura/scrittura che s’aggira sui 125 MB/s quindi permettendo quasi la saturazione della connessione Sata2:
con valori, in ms, come tempi d’accesso molto bassi come visibile in questo screenshot:
i quali permettono di raggiungere traguardi interessanti persino nel calcolo delle cifre del PI, come si riesce ad evidenziare nel relativo indice:
In ogni caso non potevamo esimerci dal testare questa unità anche con un altro software molto comodo per mostrare la bontà in scrittura random 4K, come anche nella gestione dei valori di iops, nonchè in grado di eseguire un Copy benchmark ed un Compression benchmark:
elementi, questi ultimi, che rendono apprezzabili e soprattutto applicabili i valori raggiunti dal disco anche nell’uso quotidiano dell’esemplare.
Conclusioni
Questa unità da 3 TB è con buonissima probabilità, visto l’ampio panorama che teniamo sotto controllo al momento della nostra recensione, il miglior compromesso tra prestazioni -elevate- e consumi -molto bassi- e temperature -discretamente contenute-. Sicuramente si può considerare l’utilizzo dell’unità anche come disco di avvio del SO che avete tra le mani rendendo così superfluo avere un disco “da prestazioni” ed un disco “da storage” sempre considerando di confrontarlo con altri dischi rigidi appartenenti al settore mainstream e di tipo rotativo; in ogni caso come disco adatto allo storage di contenuti sarà un validissimo compagno quotidiano, quindi per coloro i quali son passati alla tecnologia SSD come HDD primario, sarà un ottimo investimento come disco secondario.
Il prezzo, infine, stando ai vari negozi online che ho guardato è contenuto e si posiziona sui 150 euro scarsi: essendo un rotativo non raggiunge gli alti livelli di costo che toccano gli SSD, inoltre se considerate la capienza e le prestazioni che raggiunge risulterà molto conveniente se quanto sopra esposto rispecchia le vostre necessità, ovviamente.




