Garanzia APC: eccellente servizio in tempi contenuti

Tempo fa pubblicai un articolo, breve ma significativo, in merito all’assistenza in garanzia di mamma Apple al quale, dopo alcune settimane, ne aggiunsi un secondo dove si spiegava essenzialmente come andava a finire il sospeso.
Per correttezza, infatti, non avevamo interesse a nascondervi alcunchè della faccenda, secondo me ignobile (ma ai fanboy piace, ocio!), occorsaci in quell’occasione.
Ne rimasi molto amareggiato, per il tipo di trattamento offerto, ma per trasparenza riportammo il fatto “as is” come direbbero gli anglofoni: per brevità QUI trovate il primo pezzo e QUI il secondo.

Sinceramente rimasi sorpreso del numero di persone che hanno approfondito la lettura, vi si ringrazia per l’attenzione.
Ora, però, che cosa collega quella brutta esperienza con quella perfetta occorsa con APC?

Ecco ciò che può capitarvi e come può essere, brillantemente, risolto.

– Doverosa premessa –
Tempo fa abbiamo creato Zeus 1.0 al cui assieme abbiamo affiancato uno Smart-UPS 2200VA.
Vista la bontà di questa soluzione abbiamo quindi deciso di allargare il range delle nostre analisi, nello specifico abbiamo iniziato a vedere da vicino modelli di più largo consumo ed abbiamo spacchettato, da non molto, un esemplare da 750VA ed uno da 1500VA.

L’esemplare maggiore non presentava noie di funzionamento, l’abbiamo subito acceso collegando la batteria e l’alimentazione di rete: a breve condurremo gli ultimi test sotto stress, poi lo manderemo in review.
Seguiteci anche per non perdervi questi focus.
– Fine della premessa –

Per quanto riguarda l’elemento compatto abbiamo invece avuto qualche problema con la bontà della batteria interna visto che non ne voleva sapere di mettersi in carica.
Tale modello è quello che vogliamo suggerire per stabilizzare elementi di rete come può essere una stampante, un server NAS, un mini PC tuttavia era imperativo poterlo mettere in funzione per farvi un report degno della fama di ForMobileS.info, altrimenti era solo aria fritta.

Provvediamo a fare qualche reset da menu di sistema (c’è un display frontale, elementare ma sufficiente per gestire il tutto), ma nulla.
Provvediamo a scollegare nuovamente la batteria interna, ma nulla.
Provvediamo ad estrarre il pacco batteria ed a forzare un hard reset (per forzare la calibrazione della cartuccia), ma nulla.

Cosa accadeva?
Semplicemente la batteria era proprio da sostituire, può capitare, e per simboleggiare questa necessità compariva un LED rosso che imponeva questa azione.

A questo punto era necessario chiamare APC, ma non credevo fossero così rapidi nell’effettuare il cambio.

Chiamo il loro numero di riferimento (lo trovate agevolmente sul sito ufficiale, QUI) e, selezionando l’opzione per la sostituzione prodotto, mi passano una signorina gentilissima.
Non è italiana -si sente- ma è perfettamente in grado di sostenere una conversazione nella lingua di Dante, è assolutamente disponibile ed affabile: mi chiede gli estremi della chiamata, poi s’attiva per capire come certificare il problema che mi occorre.

In pochi istanti, dopo aver capito modello e numero seriale del prodotto, mi indica una procedura da fare per completare l’hard reset (già fatto da noi in precedenza, per evitare di far loro perdere tempo) che viene rieseguito alla lettera.
Risultato negativo, ovviamente, e così parte l’ordine di sostituzione senza ulteriori ritardi.

Già qui si nota l’abissale differenza con il sistema di supporto Apple.
Il bello, però, deve ancora arrivare.

Considerate che nel mentre, a differenza del melasupporto, qui NON s’è speso un cent per la telefonata: il contatto è effettivamente un numero verde per l’assistenza clienti.
E bravi questi di APC, per la seconda volta.
Ma il bello, appunto, deve ancora arrivare.

Mica finita qui.

Per mia curiosità ero andato googlando al fine di comprendere l’eventuale costo per una cartuccia sostitutiva, sapevo essere in garanzia ma dovevo documentarmi visto che non siamo qui a cavar le occhiaie ai panda, ed ero preparato a pagare una cifra variabile tra i 145 ed i 190 euro.
Visto che Apple per un semplice caricabatterie me ne chiese 25, sinceramente, già avevo messo in conto di sborsare -almeno- 250 euro.
Almeno è la parola chiave da leggere con attenzione.

E invece no, la supposizione era errata.

La gentilissima signorina mi chiede altri dati per l’indirizzo, la disponibilità d’orario (!) e la persona di riferimento che avrebbe accolto il corriere (!!).
Registrato il tutto, senza che mi venisse chiesto un solo euro (!!!), mi viene data conferma dell’ordine e dell’arrivo di una email con i dati RMA e dell’invio fisico vero e proprio.

Nel giro di 3 giorni mi arriva il plico, contenente la cartuccia (o pacco batteria che dir si voglia) da inserire all’interno dello Smart-UPS da 750VA.
Perfettamente imballata, è chiaro che ci tengono al prodotto esattamente come ben imballati erano gli esemplari UPS.

Ma mica finita qui.

All’interno della confezione ci sono le istruzioni per il rimpiazzo, le leggo per curiosità e trovo anche le info per lo smaltimento corretto (visto che si tratta di una batteria non si può certo buttarla nel cassonetto dell’umido…).
Al termine provvedo a mettere il funzione il modulo di continuità che gira a meraviglia da giorni.
Nessun bip, nessun LED fuori posto, nessuna noia da rilevare.

Ma mica finita qui, il bello deve ancora arrivare.

In ultima analisi, dopo la conferma di consegna e l’attestazione, positiva, di funzionamento era necessario far rientrare il vecchio componente e APC manda una email dove conferma gli estremi per il ritiro e lo smaltimento dell’unità in totale autonomia.
Ormai è passato un tempo sufficiente per essere soddisfatto dell’elemento di rimpiazzo, a breve faremo rientrare il pezzo che non rispondeva agli standard dell’azienda.

Tutto questo in modo completamente gratuito.
Capiamoci, GRATIS.

Dalla telefonata all’arrivo del pezzo allo smaltimento di quello vecchio.

G R A T I S .

Questa sì che si può considerare un’assistenza in garanzia impeccabile: GRATUITA, VELOCE, COMPLETA.
Complimenti all’azienda APC.

Signori, giù il cappello.

 

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