Recensione completa su Synology DS413

Abbiamo testato questo disco di rete inserendolo come banco di prova all’interno della nostra rete e ne abbiamo testato le prestazioni con l’aiuto di Zeus 1.0 e Shuttle SH67H7.
L’abbiamo provato anche con un Acer TravelMate 5760G, così da poterlo inserire in un contesto comunque non elitario: prima di procedere con un’analisi dettagliata abbiamo pubblicato questo rapido sguardo sul prodotto che vi consiglio di vedere così da farvi un’idea più ampia sullo stesso.

Vi invito a tenere sott’occhio anche i seguenti approfondimenti che abbiamo già realizzato, in questo articolo non riporteremo nulla di quanto già pubblicato così da snellire il tutto il più possibile:
unboxing
galleria fotografica
– demo sul setup iniziale
– demo sull’attuale versione di DSM,
– demo software sui programmi da installarsi su computer come Assistant, Data Replicator, Download Redirector, CloudStation
– demo sulla compatibilità con programmi iOS e Android come Audio Station, Photo Station, File Station

Eccoci in un rapido passaggio video dove riassumiamo le nostre più importanti considerazioni in merito a questa unità NAS 4-bay, elemento della gamma media di Synology inerente le PMI di questa fine 2012.
Il device è dotato di ottime velocità di trasferimento dati e così, prima d’addentrarci in analisi più approfondite, mi sembrava interessante mostrarvi un sunto del nostro pensiero su questa unità nata per soddisfare appieno le tradizionali necessità d’utilizzo domestico nonchè in grado di battere competitor di fascia maggiore.

 

 

Specifiche

Vista l’ampia gamma Synology vi rimando al sito ufficiale così da farvi apprezzare l’ampiezza della stessa.
In questo caso parliamo del modello a quadrupla baia posto a metà della gamma, ma si distingue senza ombra di dubbio per prestazioni (allineate a quelle del DS112+) e per capacità complessiva (fino a 16 TB con 4x HDD 4 TB cad.).

Consumi, temperature, dimensioni

Come è ovvio aspettarsi il NAS in questione è dotato di sistema d’alimentazione separato, così da sostituirlo rapidamente in caso di guasto, ed ottimizzato per offrire ottime prestazioni visto che in funzione parliamo di un consumo sui 35 W che scendono sotto ai 15 quando gli HDD sono in sospensione.
Direi ottimo, già abbiamo il primo punto a favore.

Abbiamo successivamente messo sotto stress questa unità, tramite benchmark dedicati che troverete più in basso, scoprendo una gestione termica davvero valida visto che anche in condizioni di carico elevato non si son superati i 35.5 °C sul box esterno.
All’interno rileviamo i seguenti valori dopo 4+ giorni d’uso ininterrotto:

L‘unica accortezza è il non chiudere il NAS all’interno di uno spazio poco aerato poichè necessita di ventilazione, seppur minima, ma richiesta per la quiete termica dell’insieme.

Lo stesso presenta un box che riesce a mantenere una ottima dissipazione, è presente una griglia che aiuta a migliorare questo aspetto ma prestate attenzione a non ostruire le ventoline da 92 mm posteriori. Ricordatevi dunque di aiutare il più possibile questa caratteristica così da allungare la vita dei componenti.

Dal punto di vista fisico è compatto, esteriormente occupa un volume di circa 23.5x20x16 (h) cm.

Prestazioni [premessa]

A proposito di queste ultime andiamo a darci un’occhiata da più vicino, partendo dal concetto principe che ogni test che andiamo ad eseguire viene fatto 5 volte, mentre pubblichiamo al termine solamente la schermata più significativa visto che sarebbe inutile pubblicare una miriade di screenshots.

Come sempre eseguiamo diverse prove, tuttavia optiamo per l’utilizzo di una connessione diretta (via Gigabit, ovviamente):

Al fine di evitare colli di bottiglia indesiderati (switch, router o altro che potrebbero congestionarsi per motivi non facilmente prevedibili oppure hardware di classe inferiore) ed applichiamo un indirizzo APIPA.

Vista la condizione d’uso tipica dell’unità in questione ne caldeggio l’uso in modalità RAID5, per i seguenti motivi:
– prestazioni di circa 110/70 MBps in lettura e scrittura
– ottimizzazione dello spazio a bordo con la sicurezza dei dati (se si rompe un disco potete rimpiazzarlo senza perdere il contenuto del volume da voi creato)
– stato CPU del server NAS non in condizioni di saturazione (e.g. nel mentre può girare il pacchetto Media Server senza avere serie ripercussioni sulla qualità d’uso complessiva)

Si potrebbe fare qualche disamina anche su RAID10 e/o JBOD per casistiche particolari tuttavia chi ne ha bisogno già conosce quali sono.

Avete, però, massima libertà ed è per questo motivo che i test sono basati sulle disponibilità di configurazione:

Visto l’ampio panorama gestito da Synology DSM.

Troverete prestazioni con SHR1 e SHR2 che stanno ad indicare le modalità Synology Hybrid Raid con 1 o 2 dischi di ridondanza (il principio di funzionamento è il medesimo di RAID5 e RAID6, ma vi dedicheremo un articolo a parte).
RAID1, RAID0 e RAID5+Spare sono stati evitati perchè, secondo noi, dedicati a configurazioni al limite dove le prestazioni possono essere comunque ricondotte ad esempi che mostreremo sotto.

Per quanto concerne la configurazione del volume virtuale su target iSCSI abbiamo seguito la seguente impostazione:

L’uso di tale opzione software è un pregio che pochi competitor portano in dote ed è sfruttabile a patto di comprendere che nel momento in cui si saturano le prestazioni in tale modalità anche la CPU del server NAS viene ad essere indisponibile per altri compiti, a meno di non accontentarsi di prestazioni inferiori relativamente al target in uso:

Fate quindi una scelta oculata per ottimizzare il tutto al fine d’usarlo con soddisfazione.

Prestazioni in JBOD

Tale configurazione del volume può essere usata per massimizzare la disponibilità di memoria di bordo unendo le singole capacità dei dischi inseriti.
Ha il lato positivo, inoltre, di offrire prestazioni leggermente migliori rispetto alle diverse tipologie RAID tuttavia NON ha la protezione dati; può essere dimensionalmente simile al RAID0 ma su quest’ultimo i dati vengono spalmati su tutti i dischi, mentre su JBOD sono scritti in modo sequenziale.

Nella pratica se si rompe un HDD e siete in JBOD andate a perdere i dati presenti in quell’unità, mentre se siete in RAID0 perdete l’intero volume.
Questo è l’unico motivo per cui s’è deciso di testare tale modalità, configurare in RAID0 4x dischi da 3 TB avrebbe un certo retrogusto di spirito suicida senza apportare reali benefici visto che la connettività è solo una Gigabit.

Ma ognuno è poi libero di fare come crede, a tale scopo abbiamo pubblicato QUESTO articolo dove mostriamo un esercizio di stile in tal senso, basandoci su un RAID0 da una dozzina di TB con l’uso degli stessi 4 WD Red usati all’interno di DS413.

Prima di tutto configuriamo il volume di bordo:

Iniziamo quindi a vedere i risultati ottenuti grazie a NASPT:

Dai suddetti screenshots possiamo rapidamente dedurre che la velocità in scrittura di questa unità di rete s’attesta sui 75 MBps mentre in lettura stiamo sui 110 MBps con picchi medi, rispettivamente, di 77.66 MBps e 116.79 MBps.

Continuiamo comunque a testare l’unità con LAN Test e otteniamo:

Valori ottenuti variando la dimensione del pacchetto di dati trasferito e registriamo una nuova accoppiata di picchi, pari a 93 MBps e 97.3 MBps sempre considerando scrittura e lettura.

Prestazioni iSCSI in JBOD

Tale modalità permette la virtualizzazione di un HDD come se fosse fisicamente connesso alla vostra macchina, quindi testiamo il tutto come se fosse una periferica di simile categoria.

Iniziamo a vedere le prestazioni in lettura/scrittura con Atto, leggiamo 114/70 MBps:

Passiamo alla visione di As SSD:

Tale benchmark ci viene in aiuto essenzialmente per l’access time, pari a 0.4 ms in lettura e 10.4 ms in scrittura, e per la verifica nella gestione dei files di piccole dimensioni che mostra la natura meccanica della soluzione di memorizzazione di bordo.
Chiudiamo con CrystalDiskMark che ci permette di vedere il comportamento di questa unità di rete con l’utilizzo di dati comprimibili e non:

In questo modo vediamo il comportamento al limite e ci permette di chiudere il trio di programmi di test che ci consente di vedere in faccia le prestazioni raggiungibili in diversi ambiti.

Prestazioni in RAID5

Tale configurazione del volume può essere usata per ottimizzare la disponibilità di memoria di bordo senza sacrificare troppo le prestazioni.
Ha il lato positivo di fornire lo spazio di 3 dischi con la ridondanza di uno solo, in grado di sopperire alla rottura di un elemento dell’array e proteggere i dati.

Prima di tutto configuriamo il volume di bordo:

Iniziamo quindi a vedere i risultati ottenuti grazie a NASPT:

Dai suddetti screenshots possiamo rapidamente dedurre che la velocità in scrittura di questa unità di rete s’attesta sui 63 MBps mentre in lettura stiamo sui 105 MBps con picchi medi, rispettivamente, di 65.31 MBps e 114.51 MBps.

Continuiamo comunque a testare l’unità con LAN Test e otteniamo:

Valori ottenuti variando la dimensione del pacchetto di dati trasferito e registriamo una nuova accoppiata di picchi, pari a 88.84 MBps e 99.25 MBps sempre considerando scrittura e lettura.

Prestazioni iSCSI in RAID5

Tale modalità permette la virtualizzazione di un HDD come se fosse fisicamente connesso alla vostra macchina, quindi testiamo il tutto come se fosse una periferica di simile categoria.

Iniziamo a vedere le prestazioni in lettura/scrittura con Atto, leggiamo 104/63 MBps:

Passiamo alla visione di As SSD:

Tale benchmark ci viene in aiuto essenzialmente per l’access time, pari a 0.4 ms in lettura e 10.5 ms in scrittura, e per la verifica nella gestione dei files di piccole dimensioni che mostra la natura meccanica della soluzione di memorizzazione di bordo.
Chiudiamo con CrystalDiskMark che ci permette di vedere il comportamento di questa unità di rete con l’utilizzo di dati comprimibili e non:

In questo modo vediamo il comportamento al limite e ci permette di chiudere il trio di programmi di test che ci consente di vedere in faccia le prestazioni raggiungibili in diversi ambiti.

Prestazioni in RAID6

Tale configurazione ha il lato positivo di fornire una doppia ridondanza in grado di sopperire alla rottura di due elementi dell’array e proteggere i dati.

Prima di tutto configuriamo il volume di bordo:

Iniziamo quindi a vedere i risultati ottenuti grazie a NASPT:

Dai suddetti screenshots possiamo rapidamente dedurre che la velocità in scrittura di questa unità di rete s’attesta sui 63 MBps mentre in lettura stiamo sui 95 MBps con picchi medi, rispettivamente, di 67.85 MBps e 117.63 MBps.

Continuiamo comunque a testare l’unità con LAN Test e otteniamo:

Valori ottenuti variando la dimensione del pacchetto di dati trasferito e registriamo una nuova accoppiata di picchi, pari a 92.42 MBps e 97.09 MBps sempre considerando scrittura e lettura.

Prestazioni iSCSI in RAID6

Tale modalità permette la virtualizzazione di un HDD come se fosse fisicamente connesso alla vostra macchina, quindi testiamo il tutto come se fosse una periferica di simile categoria.

Iniziamo a vedere le prestazioni in lettura/scrittura con Atto, leggiamo 96/60 MBps:

Passiamo alla visione di As SSD:

Tale benchmark ci viene in aiuto essenzialmente per l’access time, pari a 0.3 ms in lettura e 12.4 ms in scrittura, e per la verifica nella gestione dei files di piccole dimensioni che mostra la natura meccanica della soluzione di memorizzazione di bordo.
Chiudiamo con CrystalDiskMark che ci permette di vedere il comportamento di questa unità di rete con l’utilizzo di dati comprimibili e non:

In questo modo vediamo il comportamento al limite e ci permette di chiudere il trio di programmi di test che ci consente di vedere in faccia le prestazioni raggiungibili in diversi ambiti.

Prestazioni in RAID10

Tale configurazione ha il lato positivo di fornire una doppia ridondanza, ma non su dischi “a caso” come in RAID5 e RAID6 bensì sugli elementi in RAID1. In questo modo avendo 2x RAID1 connessi tra loro per dare le prestazioni di un RAID0 avete anche buone performance.

Prima di tutto configuriamo il volume di bordo:

Iniziamo quindi a vedere i risultati ottenuti grazie a NASPT:

Dai suddetti screenshots possiamo rapidamente dedurre che la velocità in scrittura di questa unità di rete s’attesta sui 70 MBps mentre in lettura stiamo sui 105 MBps con picchi medi, rispettivamente, di 73.82 MBps e 112.72 MBps.

Continuiamo comunque a testare l’unità con LAN Test e otteniamo:

Valori ottenuti variando la dimensione del pacchetto di dati trasferito e registriamo una nuova accoppiata di picchi, pari a 94.79 MBps e 97.24 MBps sempre considerando scrittura e lettura.

Prestazioni iSCSI in RAID10

Tale modalità permette la virtualizzazione di un HDD come se fosse fisicamente connesso alla vostra macchina, quindi testiamo il tutto come se fosse una periferica di simile categoria.

Iniziamo a vedere le prestazioni in lettura/scrittura con Atto, leggiamo 112/66 MBps:

Passiamo alla visione di As SSD:

Tale benchmark ci viene in aiuto essenzialmente per l’access time, pari a 0.4 ms in lettura e 9.7 ms in scrittura, e per la verifica nella gestione dei files di piccole dimensioni che mostra la natura meccanica della soluzione di memorizzazione di bordo.
Chiudiamo con CrystalDiskMark che ci permette di vedere il comportamento di questa unità di rete con l’utilizzo di dati comprimibili e non:

In questo modo vediamo il comportamento al limite e ci permette di chiudere il trio di programmi di test che ci consente di vedere in faccia le prestazioni raggiungibili in diversi ambiti.

Prestazioni in SHR1

Tale configurazione è la versione personalizzata da Synology del concetto di RAID5, essenzialmente utile quando si usano dischi di capacità diverse tra loro.

Prima di tutto configuriamo il volume di bordo:

Iniziamo quindi a vedere i risultati ottenuti grazie a NASPT:

Dai suddetti screenshots possiamo rapidamente dedurre che la velocità in scrittura di questa unità di rete s’attesta sui 61 MBps mentre in lettura stiamo sui 103 MBps con picchi medi, rispettivamente, di 64.29 MBps e 114.14 MBps.

Continuiamo comunque a testare l’unità con LAN Test e otteniamo:

Valori ottenuti variando la dimensione del pacchetto di dati trasferito e registriamo una nuova accoppiata di picchi, pari a 92.57 MBps e 98 MBps sempre considerando scrittura e lettura.

Prestazioni iSCSI in SHR1

Tale modalità permette la virtualizzazione di un HDD come se fosse fisicamente connesso alla vostra macchina, quindi testiamo il tutto come se fosse una periferica di simile categoria.

Iniziamo a vedere le prestazioni in lettura/scrittura con Atto, leggiamo 96/62 MBps:


Passiamo alla visione di As SSD:


Tale benchmark ci viene in aiuto essenzialmente per l’access time, pari a 0.4 ms in lettura e 10.7 ms in scrittura, e per la verifica nella gestione dei files di piccole dimensioni che mostra la natura meccanica della soluzione di memorizzazione di bordo.
Chiudiamo con CrystalDiskMark che ci permette di vedere il comportamento di questa unità di rete con l’utilizzo di dati comprimibili e non:

 

In questo modo vediamo il comportamento al limite e ci permette di chiudere il trio di programmi di test che ci consente di vedere in faccia le prestazioni raggiungibili in diversi ambiti.

Prestazioni in SHR2

Tale configurazione è la versione personalizzata da Synology del concetto di RAID6, essenzialmente utile quando si usano dischi di capacità diverse tra loro.

Prima di tutto configuriamo il volume di bordo:

 

Iniziamo quindi a vedere i risultati ottenuti grazie a NASPT:
FOTO

Dai suddetti screenshots possiamo rapidamente dedurre che la velocità in scrittura di questa unità di rete s’attesta sui 57 MBps mentre in lettura stiamo sui 90 MBps con picchi medi, rispettivamente, di 68.5 MBps e 117 MBps.

Continuiamo comunque a testare l’unità con LAN Test e otteniamo:
FOTO

Valori ottenuti variando la dimensione del pacchetto di dati trasferito e registriamo una nuova accoppiata di picchi, pari a 95.11 MBps e 95.25 MBps sempre considerando scrittura e lettura.

Prestazioni iSCSI in SHR2

Tale modalità permette la virtualizzazione di un HDD come se fosse fisicamente connesso alla vostra macchina, quindi testiamo il tutto come se fosse una periferica di simile categoria.

Iniziamo a vedere le prestazioni in lettura/scrittura con Atto, leggiamo 109/57 MBps:
FOTO

Passiamo alla visione di As SSD:
FOTO

Tale benchmark ci viene in aiuto essenzialmente per l’access time, pari a 0.4 ms in lettura e 11.8 ms in scrittura, e per la verifica nella gestione dei files di piccole dimensioni che mostra la natura meccanica della soluzione di memorizzazione di bordo.
Chiudiamo con CrystalDiskMark che ci permette di vedere il comportamento di questa unità di rete con l’utilizzo di dati comprimibili e non:

FOTO

In questo modo vediamo il comportamento al limite e ci permette di chiudere il trio di programmi di test che ci consente di vedere in faccia le prestazioni raggiungibili in diversi ambiti.

Conclusioni

Dopo aver usato questo server NAS stressandolo nelle più disparate condizioni credo di poter confermare l’idea iniziale che m’ero fatto sul potenziale uso.

L’unità è perfetta per chi ha parecchio storage da gestire per scopi privati, in casa è un ottimo compagno di vita e di lavoro: potete effettuare anche un’eventuale elaborazione dei dati ivi inclusi, come foto, video, musica.
Solo con applicazioni fortemente matematiche sarete costretti a spostare temporaneamente i dati sul computer in uso perchè la banda di rete (max 120 MBps su singola Gigabit) non permette di fare ciò.

In famiglia, quindi, sarà usabile per fornire uno spazio condiviso tra i vari utenti e dare loro la possibilità d’avere una grande (fino a 16 TB, volendo) zona comune dove poter memorizzare i brani che s’ascoltano, le foto delle vacanze ed i video delle feste.
Il tutto a prova di bambino, bisogna sempre ribadirlo quando necessario, poichè è sì di facile gestione ma è anche in grado di fornire protezione mediante l’applicazione di permessi restrittivi all’accesso delle cartelle.

Sia chiaro che l’implementazione di questa unità, comunque, è possibile anche in piccoli uffici poichè mediante il software integrato permette una gestione utenti/gruppi molto completa e malleabile, pronta quindi a soddisfare eventuali richieste di centralizzazione d’uso di documenti e/o media vari.
Negli spazi di lavoro condivisi fornirà un ampio margine di operatività, tuttavia la presenza a bordo di una sola RJ45 10/100/1000 ne limita l’impiego massiccio date le prestazioni mostrate poco sopra.

Risulta comodo per memorizzare determinati documenti ed avervi accesso quando si sta fuori dal tradizionale luogo di fruizione, tutto ciò è fattibile con estrema facilità quando s’installano app dedicate come le varianti pubblicate da Synology sugli store di iOS e Android.
Potete anche crearvi la vostra cloud personale, sicura e riservata ed accessibile come mostrato nella demo della beta di CloudStation.
Tale facile reperibilità è un aspetto da evidenziare come anche il buon livello delle prestazioni, la possibilità di condividere in rete una stampante obsoleta perchè dotata di sola connessione USB nonchè le connessioni eSata ed il paio di USB 3.

Faccio infine i complimenti a Synology perchè tale server NAS è ben bilanciato, parsimonioso nei consumi ed economicamente interessante visto che parliamo di un costo di poco inferiore ai 500 euro se riempito con dischi WD da 1 TB fino ad arrivare a circa 800 quando popolato con 4x WD 3 TB.
Sicuramente da prendere in considerazione quando si vuole avere un punto centralizzato per il backup e/o proteggere il proprio insieme di dati con l’aggiunta di condividerli efficacemente all’interno della rete.

A breve inizieremo i test su un dual Gigabit, seguiteci per non perdervi i nuovi approfondimenti.

 

 

 

 

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About Author: Paola FMS

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