Recensione completa sui componenti MSI usati con Zeus 1.0

Continuiamo la stesura delle nostre opinioni, dopo qualche settimana d’uso, sui componenti del brand MSI che abbiamo selezionato e posizionato in abbinamento alla nostra prima macchina di benchmark. Zeus, questo il suo nome per un più veloce richiamo in recensioni e demo varie ed eventuali, è un desktop basato su Cosmos II sul cui assemblaggio (QUI la videoguida dettagliata) abbiamo posto alcuni vincoli per non creare eccessiva confusione nella selezione delle varie parti: essenzialmente cercavamo qualcosa di fascia altissima per qualità ed affidabilità, tuttavia volevamo impiegare il minor numero possibile di aziende per semplificarne l’assieme.

Così facendo abbiamo puntato su MSI per completare e supportare il lato essenziale, ossia scheda madre e scheda grafica, del progetto in questione e precisamente abbiamo usato:

– MSI Big Bang Xpower II [unboxing, foto]

– MSI R7950 Twin Frozr 3GD5/OC [unboxing, foto] articoli che riescono già a rendere interessanti i prodotti in questione.

Abbiamo scelto tale scheda madre essenzialmente perchè in grado di fornire 10 connessioni Sata (mezza dozzina sono Sata 3), dotata di 8 slot RAM Quad Channel, numerose PCIe per supporto fino al quad-SLI e dual Gigabit lato LAN. Insomma, volevamo una bestia e mi sembra che già da questa scarna descrizione si riesca ad intuire che bel gingillo sia questa mobo.

Per quanto riguarda la grafica volevamo qualcosa in grado di reggere almeno 3 schermi in contemporanea, che non scaldasse troppo e che fosse PCIe Gen 3 (ebbene sì, eravamo curiosi di toccare con mano la nuova PCIe!). Ergo compatta (non perchè temevamo non entrasse in Cosmos II, ci mancherebbe, ma perchè volevamo eventualmente anche usarla in contesti mini PC) e cattiva.

Iniziamo quindi a vedere da vicino questa mobo, ma sia chiaro che NON troverete nessuna disquisizione in merito a EIST (tecnologia di risparmio energetico da usarsi per downcloccare il procio in automatico in caso di idle), CPU PLL Voltage (abilitandolo può facilitarvi l’overclock), DRAM Timing Mode (utile per impostare a manina i Timings delle memorie).

Fin dall’inizio, quando si scelse di fondare ForMobileS.info, decidemmo di non addentrarci troppo nei dettagli e per il momento rimaniamo su questa linea di pensiero visto che chi gradisce dettagli tecnici già si rivolge a siti specializzati in lingua inglese.

Magari un domani ci allargheremo, sempre se lo Staff aumenterà!

Il layout è aggressivo, molto ad essere sinceri, e la cosa può piacere o meno in base ai gusti di ognuno: a me non dispiace visto che spesso chi acquista schede così performanti lo fa per operare in multi-VGA (qui ce ne stanno fino a 4 in cascata) e per giocare a titoli FPS o di guida.

L’avere i dissipatori passivi mi piace molto, essenzialmente perchè non avendo parti in movimento (tipicamente ventoline da poche decine di mm di diametro) non c’è il rischio di avere ronzii indesiderati dopo poco tempo dall’installazione a bordo di uno chassis.

Spesso capita che con le modo dotate di dissipatori attivi ci siano dei malfunzionamenti, addirittura cedimenti, dei cuscinetti di suddette ventoline che rendono l’esperienza d’uso tremenda e stressano acusticamente -ed emotivamente- l’utente.

Onde evitare di doversi rivolgere all’assistenza perchè una ventola s’è scassata, meglio puntare su un dissipatore magari più corposo ma senza parti in movimento: da questo sano principio ecco spuntare un Gatling per raffreddare l’alimentazione ed un caricatore (almeno dovrebbe sembrare tale) per il PCH.

Il primo è il mitragliatore in alto sulla scheda, il secondo sta in parte alle PCIe in basso a destra prima delle Sata.

Il “dovrebbe sembrare” è stato evidenziato perchè personalmente credo che, esteticamente parlando, sia il componente meno riuscito del layout: a guardarlo bene poco s’avvicina al form factor tipico dei proiettili, piuttosto sembrano dei pastelli a cera in uso presso le scuole elementari.

A parte questo dettaglio, che non pregiudica il corretto funzionamento, si deve anche ricordare che delle porte Sata 3 solo 2 sono a velocità piena e, precisamente, sono le prime 2 dall’alto della mobo ad essere nativamente gestite dalla CPU ed è per questo motivo che si deve sottolineare il posizionamento degli SSD (noi usiamo i Kingston HyperX in RAID0, ma ci arriviamo poi) su di esse.

In caso di collegamento su altre porte perderete prestazioni, sia chiaro che continueranno a funzionare, ma peggio.

Le successive 4 lavorano via Sata 2 e sono ottime per lo storage di tipo meccanico dove, se va bene, viaggiate intorno i 150 MBps per disco singolo (noi usiamo un paio di WD30EZRX in RAID0, ma ci arriviamo poi): usare Sata 3 per dischi meccanici non ha particolare senso visto che già i 260 MBps della Sata 2 non riescono ad essere saturati.

Le ultime 4 sono Sata 3, utilizzabili ad esempio con altri SSD, ma non in grado di saturare tale banda visto che son gestite da un controller esterno.

Per quanto riguarda lo storage di bordo sono garantiti i RAID 0/1/5/10 ma è chiaro che tale validità è da considerarsi ai fini dell’uso in daily: personalmente sconsiglio di impiegare tale mobo come base per un NAS poichè è dispendiosa in termini energetici (dovete tenere attivo un X79 che non potrà essere sfruttato appieno da una cartella di rete) ed in termini dimensionali dato che il form factor è XL-ATX e che quindi richiede cabinet di dimensioni assolutamente abbondanti (Cosmos II pesa più di una ventina di chili, un po’ tantini per la suddetta cartella di rete).

Come indicato consiglio l’impiego di un SSD, o di un RAID0 di SSD, al fine di avere una macchina reattiva e prestante nel quotidiano -è ovvio sia in base alle vostre esigenze- ma considerate che già avere un solo HyperX vi agevola per tutte quelle operazioni che potreste richiedere alla macchina. Potete anche creare un RAID1 (gestite i dischi in mirroring, se uno si rompe non perdete i dati che sono presenti pari pari sull’altro) tuttavia non aumenterete la velocità ma solo la sicurezza del tutto.

Sotto Windows 7 ecco alcune prestazioni rilevate, partiamo con Atto di un singolo SSD:

per continuare con As SSD:

e per concludere con CrystalDiskMark (dati comprimibili e non):

 


che confermano nella pratica quanto già abbiamo affermato nella recensione del Kingston in questione.

Per massimizzare le prestazioni ne abbiamo messi un paio in RAID0 e, per curiosità, li abbiamo testati anche con Windows 8 RP (la RTM è uscita ieri, non esisteva al tempo delle prove ma soprattutto è ancora priva di tutti i driver certificati del caso quindi non utile per un test finale) ottenendo questi risultati con Atto:

per passare a As SSD:

e chiudere, come poco fa, con CrystalDiskMark:

presentando una situazione abbastanza simile al precedente RAID0 su Dell Precision M6600.

Una banda di 1GBps, ossia quella che avreste con questa coppia di HyperX in RAID0, può andar bene per editing video avanzato, rendering 3D di piattaforme petrolifere o altre operazioni che rappresentano una nicchia ristrettissima di utenti.

Anche gli IOPS gestiti da un RAID0 di HyperX sono riservati alla stessa ristretta (molto!) nicchia di utenti, usualmente accesso multiplo a database o emulazione/supporto siti web e/o cartelle di rete.

Implementazioni comunque molto particolari e che generalmente si appoggiano a proci Xeon e non X79 di tipo consumer. Ovviamente potete acquistare il numero preferito di SSD, fate ciò che volete, noi si fornisce solo qualche idea a riguardo.

Per quanto riguarda il lato storage il Cosmos II fornisce:

– 3 baie da 5.25″

– 2 baie da 3.5″ (accesso frontale)

– 5 baie da 3.5″ (dietro al ventolone da 200 mm)

– 6 baie da 3.5″ (in parte al PSU)

Direi che se andate a riempire questa bestia con dischi da 4 TB (il massimo ora in circolazione) i relativi vani avrete a disposizione 52 TB.

Nello specifico noi adottiamo una coppia in RAID0 formata da dischi da 3 TB di Western Digital che nello specifico raggiungono queste prestazioni registrate da Atto:

per poi dare uno sguardo a As SSD (che legge erroneamente l’allineamento e la dimensione):

e terminare con CrystalDiskMark:

così da chiudere il cerchio esattamente come prima ed avere una visione delle prestazioni garantite.

A breve arriverà una recensione dettagliata del disco da 3 TB anche NON in RAID0.

Per quanto riguarda i 3 vani da 5.25″ potete anche andare a popolarli con rheobus di terze parti o estensioni di periferiche PCIe, tuttavia ritengo siano destinati essenzialmente a lettori ottici e/o a vaschette per il liquido di raffreddamento di un eventuale sistema a bordo.

Il vano più in alto del sistema dovrete però dimenticarlo in caso di installazione di un sistema dissipante a tetto da 360 mm di estensione perchè l’ultima ventolina interferisce con l’eventuale masterizzatore che andate ad inserire. In caso di installazione di sistema a liquido, già che siamo in argomento, abbiamo la possibilità di installare parte della circuiteria nella sezione inferiore ed esattamente levando (4 viti da togliere) il paio di castelletti per dischi da 3.5″ presenti in parte all’alimentatore.

A quel punto potremo installare anche un paio di radiatori da 240 mm.

Personalmente ritengo, ma è solo una mia idea e può non corrispondere al vostro setup ideale, che in caso di voglia di liquido si possa fare affidamento su un AIO da 120 mm in push/pull (ventoline in coppia che spingono/aspirano aria attraverso il radiatore) per la CPU da posizionarsi nello sbocco da 140 mm posteriore ed un 360 a tetto per il sistema grafico.

Sicuramente mettere un push/pull anche al 360 aiuta ma occhio al radiatore che usate che se troppo spesso può andare ad interferire con la mobo, per questo mi riservo di testare l’extra sul campo.

Posto che di spazio a bordo ne abbiamo in abbondanza, dobbiamo sottolineare che il comparto grafico può contare fino a 4 elementi: in questo modo possiamo potenziare l’impatto estetico finale ma soprattutto andremo ad avere migliori prestazioni in applicazioni visive.

Nello specifico abbiamo 7 connessioni x16, ma la maggior parte sono solo meccaniche (girate la mobo sottosopra e noterete che elettricamente NON sono tutte lunghe uguali): ciò significa che in caso di dual VGA dovrete mettere la prima nello slot 1 e la seconda nella slot 5 (partendo a contare dall’alto).

Lo slot 5 diventa x8 se andate a popolare il numero 3, quindi in caso di sistema quad VGA (quattro schede video, insomma una bestia esagerata) dovrete popolare gli slot 1-3-5-7 ed unire i cavi che vi arrivano in dotazione (generalmente delle fascette sul paio di cm di larghezza) ai connettori presenti sul lato opposto a quello dove sta la connessione PCIe.

Per una più facile gestione dell’overclock delle VGA a bordo, MSI ha previsto la disabilitazione delle linee interessate per evitare di dover estrarre le grafiche una ad una per capire quale non tiene: sul bordo inferiore della mobo, in parte ai pulsanti OC Genie ci sta il selettore PCI-E CeaseFire e da lì spegnete ciò che volete per completare i vostri esperimenti.

Per una più facile comprensione avrei scritto i numeri 1-3-5-7 anzichè 1-2-3-4 tuttavia parliamo di dettagli.

Già che siamo sul bordo basso notiamo la presenza di un connettore audio (utile per le uscite frontali che oggi van di moda sui desktop), un paio di uscite USB 2 -di cui quella rossa in grado di ricaricare anche i tablet mediante l’applicativo MSI che disabilita le linee dati e le converte in elettriche- ed un connettore USB 3 in fila con la decina di porte Sata di cui sopra.

Abbiamo anche una porta 1394, ma già quella posta sul pannello IO posteriore sarà poco usata dai più, quindi questa sarà anche meno sfruttata.

Terminiamo con la visione del marchio X-Fi che indica la presenza a bordo di un audio particolarmente curato tanto che oltre alle uscite analogiche ne abbiamo anche una ottica in grado di essere collegata direttamente ad un amplificatore moderno così da sfruttare un eventuale sistema multicanale già in nostro possesso.

Saltiamo piè pari:

– la possibilità di sfruttare il Multi-BIOS (avete 3 BIOS a bordo, di cui 2 gestibili mediante selettore tra il dissi del PCH e i quattro slot RAM di destra),

– la presenza dei V-Check Points (tra la decina di Sata ed il connettore 24-pin),

– la gestibilità dei LED di funzionamento di bordo (potete scegliere come usarli, sono sparsi per la scheda e vi indicano l’operatività),

– la gestibilità delle 22 fasi mediante APS,

– la versatilità del completissimo UEFI Click BIOS II,

perchè sono funzionalità molto avanzate, dedicate a chi fa overclock e/o configurazioni spinte che al momento vogliamo mettere in secondo piano.

Più avanti vedrete che approfondiremo, visto che come anticipato nella recensione dei componenti Artic Cooling abbiamo raggiunto i 4.6 GHz stabili (rispetto ai 3.3 nativi).

Arriviamo ora al lato RAM: abbiamo già detto che cercavamo una soluzione per impiegare i 32 GB su 8 banchi delle Kingston HyperX di cui già abbiamo mostrato spacchettamento e galleria.

Volevamo infatti avere un quantitativo di RAM significativo, anche se non lambisce i 128 GB che potenzialmente possono essere supportati da questa mobo.

Lato memoria bisogna essere precisi su un dettaglio che può sfuggire in caso di lettura veloce, ossia che il supporto ufficiale delle memorie da parte dell’architettura X79 (nota pure come Sandy Bridge-E) risulta attestarsi a 1600 MHz e che ogni step successivo è dovuto sia alla bontà della scheda sia a quella della CPU.

La Big Bang in questione può infatti supportare frequenze anche pari a 2400 MHz tuttavia per poterle effettivamente sfruttare si deve avere tra le mani un memory controller valido ed un kit RAM adeguato.

Quando le andate a sfruttare sopra lo standard imposto da Intel è chiaro che un sistema di raffreddamento tradizionale viene messo in crisi e se vi limitate ad un dissipatore passivo ad aria (leggasi: la RAM è rivestita da un lamierino che non esula dal profilo standard del banchetto di memoria) è meglio non sorpassare la soglia dei 1866 MHz perchè già con questa frequenza, quando messe sotto stress, arrivano sulla sessantina di gradi.

Per target di frequenza superiori, ricordate sempre di puntare sulla fortuna del vostro esemplare di CPU, dovete avere RAM dissipate maggiormente (leggasi: la RAM ha un dissipatore a pettine, decisamente più abbondante in altezza rispetto alla normale sagoma delle memorie) o puntare a liquidarle esattamente come quando imponete voltaggi superiori a 1.65 V.

Ritengo che tenere le RAM ad aria, con profilo standard, a 1866 MHz e voltaggio consigliato dalla casa sia un buon target pena il complicarsi della dissipazione che, nello specifico, non porta enormi vantaggi prestazionali.

Volendo si può anche usare un kit di ventole di Kingston, in caso di voglia di viaggiare alto (sia per frequenza che per rumore delle ventoline extra), come le HyperX fan (QUI lo spacchettamento) che abbiamo montato ma che in caso d’adozione di dissipatori per CPU di dimensioni corpose entrano contatto con il medesimo.

Va a scelta, anche in questo caso, personalmente ritengo le ventoline un extra evitabile a patto di “accontentarsi” di 32 GB a 1866 MHz con profilo standard.

A questo punto arriviamo a vedere da vicino come si comportano le porte USB 3, altra nota interessante della mobo in analisi per numero e qualità.

Abbiamo collegato una pendrive HyperX dalle prestazioni davvero elevate (QUI i nostri precedenti focus) e vengono interamente confermate come visibile sempre grazie al benchmark Atto:

tale veloce passata ci conferma come Zeus riesca a spuntare anche qualcosa in più rispetto i valori, già di riferimento per il settore, precedentemente registrati. Procediamo speditamente oltre e diamo uno sguardo al rimanente. Già che siamo ancora in zona Windows 8, vediamo di fare qualche altro test ed ecco come si comporta la stabilità del sistema quando messo seriamente in funzione sfruttando AIDA64 per guardarlo analiticamente:

e, già che ci siamo, guardiamolo pure come va sotto Windows 7 con i vari driver inseriti:

Da questi pochi screenshots mi pare già chiara la linearità di funzionamento del computer in questione, tuttavia approfondiremo un po’ di più quando andremo a stendere la review finale dell’assemblato in analisi.

Passiamo ora alla soluzione grafica che come abbiamo indicato include una compatta e prestante R7950 di AMD brandizzata MSI (ringraziamo soprattutto il suo dissipatore doppia ventola).

Anche nel caso della VGA non siamo andati a caso oppure a sensazione per una valutazione dettagliata, ma abbiamo sfruttato Windows 8 con il tradizionale trio di Unigine:

come, analogamente, l’abbiamo fatto girare sotto Windows 7:

e come visibile si ottengono risultati di tutto rispetto quanto a fps (frames per seconds, ossia quante volte viene creata l’immagine che vedete: più è alto meglio è per la fluidità del video) dato che sfondiamo quota 60 fps su Heaven, quindi abbiamo una grafica che a 1920×1080 riesce a soddisfare anche palati esigenti.

Se guardate bene i risultati abbiamo qualche prestazione “extra” sotto Win7 (circa un paio di unità, sia chiaro) il che rende evidente quanto i driver sotto Windows 8 debbano ancora essere ottimizzati.

Non è che siano impossibili da gestire, anzi son rimasto stupito dalla stabilità di una beta, ma già Cinebench11.5 (usualmente impiegato come conferma dei valori ripresi dal trio Unigine) si riufiutava di eseguire il bench sulla AMD in analisi perchè non riusciva a rilevarla.

Detto questo vi mostriamo quindi i valori di quest’ultimo benchmark registrati sotto l’attuale sistema operativo di Microsoft, così da toccare con mano i numeri sotto Win7:

valori che ancora una volta rivelano come tale scheda sia valida per un impiego, con ottima soddisfazione visiva, per giochi con risoluzione impostata a 1920×1080 (tipicamente in salotto collegandosi al TV oppure nella propria camera/studio con lo schermo di default).

Anche in questo caso abbiamo fatto centro, siamo riusciti a trovare quindi una scheda fresca (minimo di 45°C, max di 67°C):

compatta, prestante e pure silenziosa.

La parte targata MSI rende quindi estremamente valido questo assieme di componenti, chiaramente esemplificato da quanto sopra esposto ma a brevissimo andremo a completare anche la recensione dell’insieme così da condividere gli ultimi screenshots in merito.

L’usare, nella grafica, un bus Gen 3 (quanto a tipologia di PCIe) non rende le prestazioni doppie/triple/edovevoletevoi rispetto ad una soluzione PCIe 2 attualmente molto diffusa; sia chiaro che la banda permessa è sicuramente maggiore ma allo stato delle cose le periferiche, come la R7950, che già montano questo tipo di connettività non risentono di boost sensibili (siamo nell’ordine del miglioramento del 5% max) e per questo mi sembrava corretto evidenziarlo.

Non aspettatevi nell’immediato il balzo delle prestazioni che si può percepire nell’uso di USB 2 e dell’attuale USB 3, nel futuro è probabile verrà sfruttato decisamente meglio di quanto attualmente permettano applicazioni consumer.

La gestione multi-BIOS della mobo è ottima, come la presenza di una moltitudine di porte e prestazioni generali di fascia enthusiast.

Quello che mi chiedo, da qualche tempo, è quale sia l’utilità di avere una moltitudine di linee PCIe meccanicamente x16 ma nella pratica non adatte a questo tipo di connessione elettrica: secondo me sarebbe meglio tenere “lunghe” le piste dedicate all’inserimento delle grafiche (come la 1-3-5-7) e lasciare “corte” le altre in modo da non creare confusione in chi magari s’avvicina a questo mondo senza avere solidissime basi in merito ma dotato/a magari di tanta buona volontà.

Altrimenti c’è il rischio di infilare le schede d’espansione nello slot errato e provare un senso ingiusto di frustrazione “perchè il tutto non va”.

A parte questo piccolo dettaglio non rileviamo significative pecche meritevoli d’essere segnalate: l’insieme gira davvero bene e c’è un buon margine per l’overclock stabile (come mostrato nella recensione di Arctic Cooling) della CPU nonchè per aggiungere altre VGA per arrivare ad avere un sistema SLI/CrossFire.

Appena avremo tempo andremo ad approfondire anche il funzionamento del tutto sotto liquido (essenzialmente CPU e GPU), immancabilmente andremo ad aggiornarvi così da condividere con voi questi dati che promettono d’essere decisamente interessanti visto dove siamo arrivati puntando solo sulla dissipazione ad aria.

VIDEOAPPROFONDIMENTO:

Usualmente andiamo a realizzare prima la video review e solo dopo pubblichiamo anche la recensione scritta completa di tutte le info e gli screenshots che abbiamo raccolto. In questo caso, esulando dal nostro standard, abbiamo provato a fare il contrario ma ci siamo resi conto che la parte filmata è fondamentale per chi gradisce sentire e/o vedere tale insieme di info ed opinioni sul merito. Provvediamo quindi a condividere il presente filmato, a completamento di quanto già online:

Share This Post

About Author: Archivio Storico

Questo profilo autore è stato creato per riassumere tutti i link, articoli, focus, demo ed approfondimenti pubblicati da Giuseppe Ragozzino e Luca Viscardi nella prima versione del sito web. Tale sito nacque con l'inizio di marzo 2010 e nel tempo ha totalizzato diversi milioni di visite fino ad arrivare alla soglia di 2.300.000 quando si è deciso che era ormai troppo piccolo per ospitare le numerosissime categorie usate. Ci andava stretto, davvero troppo, e così si è scelto di migrare da Joomla a Wordpress per rendere il tutto fruibile ad un pubblico ancora maggiore e sempre più curioso: per fare questo ci stiamo avvalendo di un gruppo formato da uno staff tutto nuovo, elementi freschi e preparati che daranno una mano ai fondatori nel tenervi aggiornati. Tutti gli articoli scritti quindi da Archivio Storico sono in fase di lenta revisione, sia perchè alcuni link tra articoli di questo sito sono da rifare, sia perchè vanno aggiornate gallerie fotografiche, recensioni e tipo di formattazione: se trovate qualcosa da segnalare, di errato e/o non funzionante, per favore fatecelo sapere contattando webmaster@formobiles.info con qualche info in merito. Grazie a tutti del supporto, seguiteci come sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *