Recensione completa su APC Smart-UPS 2200VA

Continuiamo la stesura delle nostre opinioni, dopo qualche settimana d’uso, sui componenti del brand APC che abbiamo selezionato e posizionato in abbinamento alla nostra prima macchina di benchmark.
Zeus, questo il suo nome per un più veloce richiamo in recensioni e demo varie ed eventuali, è un desktop basato su Cosmos II sul cui assemblaggio (QUI la videoguida dettagliata) abbiamo posto alcuni vincoli per non creare eccessiva confusione nella selezione delle varie parti: essenzialmente cercavamo qualcosa di fascia altissima per qualità ed affidabilità, tuttavia volevamo impiegare il minor numero possibile di aziende per semplificarne l’assieme.

Così facendo abbiamo puntato su APC per completare e supportare il lato alimentazione del progetto in questione e precisamente abbiamo usato un modello Smart-UPS da 2200 VA.

Inizialmente avevamo pensato di impiegare il modello da 3000 VA, poi abbiamo ripiegato sul presente esemplare perchè dimensionato più adeguatamente sulle nostre richieste.
Il nostro layout infatti si compone di una linea per computer da 1300 W max con eventuali linee da 30 W per vari monitor così da totalizzare circa 1400 W: sia chiaro che possono considerarsi calcoli spannometrici, ma dovendo basarvi su un dimensionamento equilibrato dovete puntare su qualcosa con un certo margine d’errore e tolleranza.

A conti fatti, quindi, ci serviva un valore di 1.4 KW in uscita a cui abbiamo applicato una tolleranza di mezza unità così da arrivare ad un valore di output minimo garantito di 1900 W.
Dal sito apc.com abbiamo sfogliato le varie tipologie di moduli a disposizione perchè volevamo stabilizzare la linea elettrica così da preservare la durata dei nostri componenti e, successivamente, abbiamo optato per un esemplare Smart-UPS di tipo tower (leggasi: modulo di continuità avanzato con display per controllo in real-time e fattezze simili a quelle di un cabinet desktop) con capacità in uscita pari a 1980 W o 2200 VA.

Il modello da 3000 VA sarebbe stato più pesante da spostare (53 Kg di peso netto contro i “soli” 49 del nostro set) nonchè esageratamente sovradimensionato perchè in grado di gestire ben 2700 W.
Sicuramente, come in altri casi, potete comprare ciò che preferite ma surdimensionare troppo un componente potrebbe portarvi ad una non ottimizzazione del budget di spesa.

Se desiderate avere macchine performanti a lungo e con la capacità di digerire i vari sbalzi di corrente è ESSENZIALE avere nel proprio gruppo di lavoro un modulo di continuità di qualità.
In questo modo tutti i componenti ringrazieranno perchè verranno alimentati con la corrente pulita che necessitano per una lunga e felice vita, non commettete l’errore di credere che queste batterie siano degli extra evitabili.
Non sono infatti solo in grado di operare con un range in input tra i 160 ed i 280 V (anzichè i 230 V, dato di targa di qualunque impianto domestico) ma possono reggere in piedi il vostro layout di casa/ufficio anche nel momento in cui si verifica un’assenza di corrente nonchè vi forniscono il tempo necessario per ripristinare l’alimentazione generale oppure salvare il vostro lavoro e spegnere correttamente tutti i dispositivi collegati.
Senza stacchi improvvisi.

Per quanto concerne l’oggetto della nostra analisi trovate online unboxing e galleria fotografica, quanto a recensione ne programmiamo un’altra a distanza di 6 mesi circa per vedere quale sarà la vita della batteria in quel momento anche perchè risulta di fondamentale importanza poter capire la durata della stessa.

Come indicato poco fa abbiamo a che fare con un oggetto voluminoso e discretamente pesante, per un corretto posizionamento in sede si auspica l’aiuto da parte di un amico così da minimizzare il rischio di farvi del male nel tentativo di spostarlo da soli.
Questo UPS è grande 44x20x55 cm, praticamente si può confrontarlo con le dimensioni di un mid-tower nonchè dotato di 8 porte posteriori in grado di alimentare le più disparate unità; sia chiaro che può considerarsi anche usabile per più computer/monitor, tuttavia dovete tenere a mente il valore massimo di potenza in uscita indicato poco sopra.

Appena salta l’alimentazione di rete, per qualsiasi motivo, entra in azione il pacco batteria integrato ergo si possono sfruttare gli avvisi che automaticamente è in grado di fornire per essere tempestivamente aggiornati in merito; l’autonomia che può garantire dipende essenzialmente dalle richieste energetiche di quanto presente a valle e per questo vi invito a visitare il sito ufficiale così da usare le tabelle già presenti per capire l’andamento della stessa.
Nella peggiore delle ipotesi, quindi un carico in uscita sul paio di migliaia di Watt, tiene online il tutto per 8 minuti.

Eccellente, avrete il tempo per salvare e chiudere correttamente il tutto.
Senza danni.

La sua messa in funzione è particolarmente semplice: collegate la batteria interna, se è scarica impiega circa 3 ore per ricaricarsi e mediante l’intuitivo menù posto sul display frontale riuscite a vedere direttamente l’efficienza (usualmente sul 95 %) nonchè la potenza erogata con aggiornamenti praticamente istantanei.

Ho visto sul sito che il software di APC è stato aggiornato, penso sia inutile condividere il filmato che ho realizzato perchè sarebbe già obsoleto: appena possibile registreremo una nuova demo con tale release per capire le nuove opzioni di gestione che vengono offerte.
Tempo 2-3 settimane di test e vi aggiorniamo, seguiteci così da non perdervi la nuova demo video.

Mi raccomando, non sottovalutate MAI l’importanza di un backup di corrente: non solo preserva la vita dei vostri componenti nel tempo, ma ne può anche salvare l’integrità in caso di sbalzo notevole nell’alimentazione.
Ocio (!) che più di un hard disk è saltato a causa di una sovratensione o di un black-out.

Se perdere il proprio computer perchè la mobo si fulmina può essere seccante, immaginate perdere i dati a voi più cari “solo” perchè non avete comprato una batteria adeguata.
Prevenire è meglio che curare. 

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