Quando nacque iPhone lo ritenevo, giustamente a quanto pare (vista l’evoluzione che sta subendo e che era già possibile fin da subito), inferiore dal punto di vista hardware e software a concorrenti già presenti sul mercato.
Dopo l’arrivo di iPhone OS 4 e, forse, la possibilità di videochiamare, usare il multitasking etc… sarà realmente interessante da usare. Anche in ragion del fatto che il blocco imposto al bluetooth è aggirabile con il jailbreak.
Per alcuni aspetti iPhone non è nelle mie grazie, tuttavia il prossimo sarà forse la prima versione del melafonino che non mi farà incazzare come una iena (non ho trovato un francesismo equivalente, sorry) ogni qualvolta il mio pensiero s’avvicina a tale telefono.
Ultimamente poi stanno uscendo apps davvero ben fatte (purtroppo la miriade di inutility presenti in App Store è ancora elevatissima) e tra queste s’annovera Grace.

Questo software permette alle persone che non sono dotate di capacità intellettive standard, possedendo dunque una defezione nelle capacità di comunicazione con altri esseri umani coscienti e normodotati, di esprimersi con maggiore facilità.
Purtroppo non avendo esperienza diretta di tale difficoltà, al contrario della programmatrice Lisa Domican (madre di un paio di pargoli con tale problema), non posso confermarne la bontà ma, stando a quanto viene detto in proposito, l’applicazione promette bene proprio per il fatto di poter concedere la comunicazione vocale attraverso immagini presenti a schermo, di agevole interpretazione grafica.
L’app costa 37.99 $, tuttavia credo sia un prezzo dovuto visto l’aiuto che può fornire e il lungo tempo impiegato dall’autrice per il test.
Ogni tanto è bello accorgersi che la tecnologia apparentemente più inutile ha ancora una sorta di barlume di utilità al proprio interno.
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